Pubblicato in: Poetando

D’improvviso

D'improvviso sentire sulla schiena 
Le ali di cera sciogliersi,
Troppo vicine al sole.

D'improvviso cadere bambina
Lungo una corsa veloce
E guardarsi indietro perduta.

D'improvviso accorgersi ragazza
Abitata da specchi e finzioni
Senza riconoscersi.

D'improvviso rialzarsi ora,
Prendere pugni senza difendersi
E ridere di un'allegria scomposta.

D'improvviso essere una bambola rotta:
Come cuore una molla arrugginita,
Come ricordi il vago sapore della felicità.
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Vento d’ansia

Come la burrasca s'avventa
Il dolore inatteso
Mi prende, mi trascina.
Spilli ovunque, ma il corpo
Ormai cadavere sugli scogli
Non ascolta e si disfa.
Dell'anima le ali si fanno pesanti,
Loro sì, piangendo sangue,
Grondando lacrime
Attonite, improvvise.
Come si respira?
Io non lo ricordo.

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Melograno

Come in equilibrio

sopra un filo di lana,

goffe fragili foglie gialle

si aggrappano

ai rami infreddoliti

del melograno

esausto, ma fiero

al pensiero

di pomi che furon vermigli

coccolati e cresciuti,

ceduti o caduti.

Resta la notte, ora

madre pietosa,

a vestire di luce

i legni stanchi

che additano

il cielo.

N.d.A. In alto una foto scattata da me lo scorso settembre.

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Autunno

E le foglie secche si adagiano sul vento,

il vento che le strattona

quasi per risvegliarle dal torpore

di un nuovo autunno.

Ma appaiono serene,

e belle nella caduta inesorabile

di un mattino senza pioggia,

felici di perdersi nel vuoto

e dimenticare gli affanni

e le lusinghe

di un’estate troppo lunga

per mantenere le sue promesse.

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Radici

Sarà così, viaggerò
per poi tornare.
Avrò una casa affollata di ricordi,
tante storie da raccontare,
e una voce forte e sicura e viva
in grado di farsi sentire.
Infine abbraccerò mio nonno,
e andremo insieme
ancora
ad aspettare il treno.

(marzo 2013)

N.d.A. La foto è stata scattata da me, lo scorso agosto, a Sant’Anna di Stazzema (Lucca).