Pubblicato in: Poetando

Fine anno

Non sono le piccole lucciole artificiali

nelle città a festa,

né i bambini assonnati

durante la messa della Vigilia,

non il freddo o l’odore di abete

che persiste nell’aria,

non il caminetto acceso,

il tepore del proprio letto

o il profumo di dolci dalla cucina.

Natale è la speranza

che l’infanzia

torni a bussare

alla porta delle nostre vite

alla fine di ogni anno.

(In alto la foto di una strada di Sarzana scattata da me lo scorso 25 dicembre)

Pubblicato in: Pensieri sottoforma di post

“E siamo di nuovo arrivati al Santo Natale…”

Meno di una settimana a Natale.

Mi tornano in mente quelle bellissime cartoline _ dal contenuto pressoché identico _ che mia nonna e il fratello emigrato in Australia si scrivevano in questo periodo dell’anno.

Ecco, avendo lavorato in un archivio sull’emigrazione italiana _ ahimè diverso tempo fa _, di lettere così ne ho viste tante: commoventi, drammatiche, ognuna con una calligrafia importante e allo stesso tempo impegnativa da decifrare. Sgrammaticate a volte, ma evidentemente scritte con un impegno tale da suggerire una carezza, invece che lo schiaffo di una matita rossa.

Buon Natale, dunque, a chi è lontano dalla propria famiglia e dalle persone care. A chi tra i miei coetanei ha trovato il coraggio di lasciare l’Italia per costruirsi un futuro migliore, ma anche a chi in Italia ci è arrivato su un barcone carico di persone, illusioni, speranze, magari per fuggire da una guerra o una vita senza prospettive.

Buon Natale a tutti voi,
M.

 

(In alto, una cartolina d’epoca)