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“E siamo di nuovo arrivati al Santo Natale…”

Meno di una settimana a Natale.

Mi tornano in mente quelle bellissime cartoline _ dal contenuto pressoché identico _ che mia nonna e il fratello emigrato in Australia si scrivevano in questo periodo dell’anno.

Ecco, avendo lavorato in un archivio sull’emigrazione italiana _ ahimè diverso tempo fa _, di lettere così ne ho viste tante: commoventi, drammatiche, ognuna con una calligrafia importante e allo stesso tempo impegnativa da decifrare. Sgrammaticate a volte, ma evidentemente scritte con un impegno tale da suggerire una carezza, invece che lo schiaffo di una matita rossa.

Buon Natale, dunque, a chi è lontano dalla propria famiglia e dalle persone care. A chi tra i miei coetanei ha trovato il coraggio di lasciare l’Italia per costruirsi un futuro migliore, ma anche a chi in Italia ci è arrivato su un barcone carico di persone, illusioni, speranze, magari per fuggire da una guerra o una vita senza prospettive.

Buon Natale a tutti voi,
M.

 

(In alto, una cartolina d’epoca)

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Flusso di coscienza

Mi sorprendo a guardarlo, il cielo, a perdermi nei suoi colori e nei movimenti di ali che si aprono, si piegano, si tendono ancora. Osservo le luci accendersi dalle finestre e il sole tramontare annoiato, mentre qualche gatto si allontana chissà dove miagolando. I lampioni illuminano la strada, il fumo esce dalla bocca di alcuni passanti fermati a salutarsi. La luna si flette su se stessa, esile figura argentea di una sera che non accenna a rischiararsi.

Intanto preparo l’acqua per il , Continua a leggere “Flusso di coscienza”