Pubblicato in: Pensieri sottoforma di post

La partita di pallone

Ebbene, l’Italia ha battuto la Spagna agli Europei di calcio.

Se non abitate in zone poco accessibili tipo un paesino sperduto della Patagonia, direi che ne siete al corrente già da un pezzo. Anzi, probabilmente conoscete un amico che vi ha snocciolato tutti gli eventi clou del big match, commentandoli meglio di un esperto del settore: dai goal alle ripartenze, dalle punizioni ai corner.

Lo confesso, ho visto la partita pure io. Non sono una grande appassionata ma, quando gioca la Nazionale, sono vittima di quell’isteria collettiva che contagia anche chi normalmente non segue il calcio.

Nei rari momenti di lucidità, tuttavia, constato tristemente che a unire il Paese sono rimasti solo undici ragazzi strapagati, che corrono in calzoncini dietro a un pallone. Si espongono le bandiere tricolori fuori dalle case e si canta l’inno con un senso di comunione e appartenenza che manco Mameli durante il Risorgimento. Sembra non esista altro che appassioni senza dividere, nient’altro per cui valga la pena scendere in piazza.

Non è un mistero che durante le ultime tornate elettorali sia andato a votare poco più della metà degli aventi diritto. C’è una disaffezione verso la politica e le istituzioni mai vista prima e, fatto evidente, demagogia e populismi ne approfittano e avanzano. Non esiste la vittoria degli astenuti, però: semplicemente si sceglie di non scegliere e altri decidono al posto nostro.

Perché il calcio riesce dove la politica fallisce? Ci si improvvisa allenatori, tecnici, giornalisti sportivi: si dà il proprio contributo, parlando, tifando da casa o raccogliendosi davanti agli schermi giganti allestiti appositamente nelle città.

In sostanza si partecipa, non si vuole restare fuori da questo rito di massa che ci fa sentire tutti un po’ più uguali… Ecco, giusto come ci si dovrebbe sentire votando in un sistema democratico.

10 pensieri riguardo “La partita di pallone

  1. Penso di essere uno dei pochi che della partita ha visto solo uno spezzone 😀 Però, se fossi riuscito ad incastrare un po’ di cose… l’avrei vista tutta.
    Cos’è che rende il calcio così coinvolgente? Bé, ritengo che sia il senso di sfida con gli altri popoli. Chi si appassionerebbe per una Italia-A contro Italia-B? Nessuno. Eppure sempre calcio sarebbe. E’ proprio la sfida che appassiona, sia a livello di Nazionali che di partite di club. Sono gli sfottò, l’idea di aver superato – sebbena “per procura” – gli avversari, soprattutto quelli “potenti”, a “prendere”.
    Il calcio è lo sport più popolare del mondo, lo giocano praticamente tutti, sono pochi i paesi dove ha una importanza scarsa. L’India ad esempio, e davvero pochi altri. Quindi, l’idea di fare parte della “nazione campione” (del mondo o d’Europa) ha un sapore particolare.
    Ovviamente poi ognuno di noi sa che in fondo poco o nulla cambierà nella sua vita, ma… almeno ne ha una piccola soddisfazione 🙂
    Comunque anche gli “altri” non sono esenti, eh! 😉 Leggevo ora le dichiarazioni presuntose, spavalde e perfino un po’ ridicole dei tedeschi in vista della partita di sabato. Eppure, insomma, in Germania stanno molto meglio di noi, no? 🙂 Quindi non è proprio una “soddisfazione dei poveri”, ma un semplice spirito di rivalità. E certamente è meglio che venga sfogato tramite lo sport che in altri modi 😉
    http://www.wolfghost.com

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    1. È un punto di vista, tra l’altro molto ben argomentato… ma perché ci unisce così solo il calcio?
      Non siamo noi a decidere una formazione, ma ognuno si sente in diritto/dovere di dire la sua: partecipa. Perché non funziona allo stesso modo col diritto di voto? Forse, perché non è un gioco? Churchill diceva che gli italiani giocano a calcio come se si trovassero in guerra, mentre combattono come se si trattasse solo di partite. Aveva ragione, dunque?

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  2. Anch’io seguo il calcio solo quando gioca la nazionale, ma tifo sempre gli azzurri in qualsiasi sport, perché mi sento molto italiana. Il problema del votare è che noi non sappiamo più che pesci prendere! Tanto la situazione non cambia, siamo solo scoraggiati tutto qui, non è questione di disaffezione, secondo me, questa è una mia opinione da cittadina italiana , non sono né una giornalista né tantomeno capisco le dinamiche, riporto solo quello che sento un dire in giro, tutto qua 😉. Comunque forza ITALIA x questa sera!

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    1. Capisco benissimo cosa vuoi dire quando affermi di non sapere più che pesci prendere. Tuttavia insisto: il voto è uno strumento troppo prezioso per poterci rinunciare, altrimenti nessuno ci rappresenterà mai davvero…
      P.S. Ovviamente forza azzurri 😊

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