Pubblicato in: Pensieri sottoforma di post

Pensieri sull’indifferenza

Una volta ho avuto un attacco di panico su un treno. Benché la mia difficoltà fosse evidente, nessuno dei presenti mi rivolse la parola o fece qualcosa per aiutarmi.

Negli ultimi giorni, il caso di Sara Di Pietrantonio sembra avere colpito e, forse, risvegliato le coscienze di molti. Ciò che lascia maggiormente basiti di questo ennesimo femminicidio è l’indifferenza dei passanti di fronte alle disperate richieste di aiuto della ragazza.

Ho sentito e letto molte critiche – giuste, giustissime – verso chi non si è fermato, ma mi chiedo quanti, tra coloro che oggi si indignano, avrebbero aiutato Sara se si fossero trovati lì.

Nel mio piccolo, su quel treno ho riscontrato quanto l’indifferenza sia presente intorno a noi: scegliere di farsi i fatti propri, di non alzare il naso dal telefonino o dal portatile è, manco a dirlo, la soluzione più semplice. Immischiarsi, invece, è faticoso e spesso non gratificante.

Tuttavia, alzare lo sguardo significa riconoscersi parte di una comunità, piccola o grande: è il primo passo verso una società che possa davvero dirsi civile.

E una società civile si costruisce insegnando – e dimostrando – solidarietà e rispetto verso tutti i suoi componenti, donne in primis: se si considera che in Italia il disgustoso “delitto d’onore” è stato abolito  – almeno sulla carta – solo nel 1981, ecco, c’è ancora tanto, tanto da fare.

32 pensieri riguardo “Pensieri sull’indifferenza

  1. l’indifferenza ci permette di non farci domande e di non pensare, è come dici tu una forma di protezione. c’è davvero molto da fare e sicuramente diversi fronti sul quale agire. il fatto che questa orribile vicenda faccia discutere almeno ci impone una domanda: io che avrei fatto?

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      1. Per i tempi che erano, di virtuale non si parlava ancora, ma ho avuto la sensazione che fosse una cosa d’altri tempi e che io ero fuori posto, capitata in un’epoca sbagliata. Come poteva essere vero? Si parlava ancora d’onore…

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      2. Mi riferivo all’ultimo episodio di cronaca citato nel post.
        Il delitto d’onore non l’ho vissuto ma, pur non essendo più legge (e meno male), mi pare sia ancora ben presente in certa mentalità…

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      3. La penso esattamente così.
        È la mentalità che va cambiata. Spesso, nei casi di violenza, sono le altre donne ad avere i giudizi più sessisti e pesanti nei confronti delle vittime… ed è molto triste.

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  2. Lo sai cosa ti dico? Non mi piace usare un commento con la sola intenzione di scagionarmi. Mi è capitato di immischiarmi e di aver sbagliato, come mi è capitato di farmi gli affari miei e di aver ancora sbagliato. Nessuno può dire cosa avrei fatto in determinate circostanze, e credo che questo valga per tutti noi. Lo sappiamo solamente quando ci troviamo in certe situazioni, a mente fredda è davvero troppo facile puntare il dito sugli altri.

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    1. Bingo, è proprio quello che ho cercato di dire nel post.
      Detesto l’indignazione a scoppio ritardato, anche se giusta: bisogna dimostrare nella vita di tutti giorni che si è davvero migliori di chi si critica tanto facilmente.

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  3. io avrei avuto paura di fermarmi, eppure non riesco a capire come nessuno abbia anche solo pensato di segnalare telefonicamente a chi di dovere [per quanto in chi di dovere io creda molto poco] l’accaduto. Siamo indifferenti e abituati all’orrore, è questa la verità.
    A me è capitato in metropolitana a New York di trovare una signora in terra che stava visibilmente male, la gente passava intorno indifferente scansando lei e le sue buste della spesa. Uniche persone a fermarci io e le mie amiche che abbiamo atteso l’arrivo del marito e contattato un poliziotto, nonostante le difficoltà con la lingua. Lo trovo decisamente assurdo.

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  4. Sono d’accordo con te, sarebbe servito poco a salvare una vita anche non volendosi immischiare fisicamente: una telefonata, una richiesta d’aiuto di fronte alla sua richiesta d’aiuto forse avrebbe fatto la differenza. Però l’altro giorno ho sentito alla radio il commento di una speaker su questo fatto che diceva tipo “molte volte uno guarda e passa perchè ci sono stati casi in cui uno ha pensato di fare del bene rendendosi testimone e si è ritrovato la vita incasinata”. Mi chiedo: forse questa indifferenza è anche dettata da una giustizia che non funziona e che ti rovina tra processi, beghe guidiziarie, anni passati in tribunali e il resto? Con questo non voglio assolutamente giustificare chi è passato di li e se n’è fregato di quella povera ragazza che si sbracciava e urlava, anzi, lo invito a fare i conti con la propria coscienza…però…

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    1. Vero anche questo.
      Uno Stato degno di tale nome dovrebbe mettere i cittadini in condizione di poter aiutare/fare il proprio dovere senza che gli stessi debbano pentirsene ed essere fagocitati dal suo maledetto sistema burocratico…

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  5. Non sono certo che il delitto d’onore sia stato cancellato del tutto (almeno non sulla carta), poiché tempo fa lessi di un tizio assolto dal giudice, che gli dava pienamente ragione, giustificandone le motivazioni, ma purtroppo non ricordo l’origine dell’articolo. Credo che la gente abbia cominciato a mostrare la paura dettata dai tempi, anche se la vigliaccheria è sempre stata presente in questo stato di pecoroni. Parlo per questioni di esperienza personale, essendo stato una guardia particolare giurata, quindi armata, non ci avrei pensato un solo istante, ma non tutti siamo spinti dalla naturale volontà di aiutare il prossimo e tanti preferiscono, ahimè, voltarsi dall’altra parte.

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  6. Numero unico 112 bastava fare quello!
    Tu parli di attacco di panico ma ci sono molti modi per manifestarlo! Forse io ti avrei chiesto se ti sentivi bene ma dipende dai sintomi altrimenti vieni anche considerato invadente perché succede anche questo sai di essere considerati impiccioni!
    Sheraconunabbraccio

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      1. No. se le ‘persone’ non si inventano diverse solo perchè dietro in video possono nascere bellss amicizie. Io ne ho avuto una ennesima riprova come hai letto nel mio post di presentazione del libro di mio fratello: empatia con un blogger ‘Il barman del club’ dietro al quale è una persona sincera e ‘vera’.
        La mia ricetta è essere sestessi e naturalmente seguendo il proprio fiuto che funziona, eccome se funziona!
        sherattentall’ondalungadelpensiero

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